Visite ai camminamenti di ronda della Santa Casa

le rocchette

Sono aperte al pubblico "Le Rocchette": gli splendidi e suggestivi camminamenti di ronda che caratterizzano la Basilica della Santa Casa, dandole l’aspetto di una fortezza. Grazie alla Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa, la Pro Loco di Loreto potrà garantire le visite agli ambienti cinquecenteschi come di seguito indicato:

Apertura tutti i giorni:
Aprile - Ottobre:
9.00 - 11.00 / 16.00 - 18.00
Novembre - Marzo: 9.00 - 11.00 / 15.00 - 17.00

Per informazioni e prenotazioni:
Pro Loco Felix Civitas Lauretana
Corso Boccalini 67
tel/fax +39 071 977748
  info@prolocoloreto.com

Punto d’incontro: Piazza della Madonna, porticato del Palazzo Apostolico n° 105

Ingresso € 5,00


LORETO - FORTIFICAZIONI DEL SANTUARIO E DELLA CITTÁ

La connotazione architettonica più singolare del Santuario della Santa Casa è il suo aspetto di tempio-fortilizio e la nota peculiare del nucleo urbano più antico di Loreto è la sua configurazione di «città murata».

Tempio - fortilizio

Nel 1480, mentre era in corso la costruzione della basilica, si diffuse la notizia della sanguinosa incursione dei turchi a Otranto, i quali l’anno precedente erano sbarcati a Grottammare compinedo stragi e devastazioni. Il cardinale Girolamo Basso della Rovere, amministratore della Santa Casa, preoccupato per la sicurezza del Santuario e dei suoi tesori, decise di attuare una fortificazione della chiesa con delibera del marzo 1485. Il commissario della fabbrica lauretana Domenico Sebastopoli d’Anguillara, su mandato del cardinale, diede l’incarico ai collaboratori di Giuliano da Maiano di costruire «li merli e le difese d’intorno a tutto il corpo della chiesa» e ordinò a mastro Giovanni di Benvenuto Aldobrandi di Firenze, inviato da Loreto dal cardinale Della Rovere, di fortificare il tempio perché potesse resistere «a ogni scorreria e impeto dei turchi».
Il 7 marzo 1486 fu richiamato a Loreto Giuliano da Maiano, il quale abbozzò un progetto che conferì alla basilica l’inconfondibile fisionomia di un tempio-fortezza. Egli, secondo gli studiosi, iniziò le fortificazioni della chiesa nel modo che ancora su può costatare nel torrione nord-est, verso Porta Marina, con una merlatura saliente a filo del muro. Il Maiano nel 1487 lasciò Loreto e l’incarico delle fortificazioni del tempio passò nel 1488 a Baccio Pontelli, ingegnere generale delle Rocche pontificie nella Marca d’Ancona. Egli modificò il piano di Giuliano da Maiano, realizzando un camminamento di ronda o ballatoio aggettante su mensole, in una geniale visione che coniuga mirabilmente l’esigenza della difesa con l’eleganza delle forme, secondo i canoni dell’arte rinascimentale. Il Pontelli restò a Loreto pochi mesi e la direzione dei lavori della fortificazione della chiesa passò a Pietro Amorosi, che li portò a termine attuando quel progetto.

«Città murata»

La minaccia dei turchi si rinnovò nel 1518 quando essi misero a ferro e fuoco Porto Recanati. Leone X allora dispose che la città venisse munita «con fosse e bastioni». I lavori iniziarono nell’ottobre 1518 e già nella primavera del 1519 era compiuto il bastione del Comune e nel giugno successivo quello di Porta Marina. La cortina fu costruita nel 1520 e nel 1521 l’opera appariva completata in tutte le sue parti. I lavori furono diretti da Cristoforo Resse da Imola secondo un piano generale di fortificazione, di cui si ignora l’autore. Qualcuno pensa ad Andrea Sansovino, qualche altro ad Antonio da Sangallo il Giovane, a cui si deve un disegno conservato agli Uffizi (Firenze), precedente al 1518, che prevedeva un recinto murato con tre bastioni pentagonali in corrispondenza dei tre gruppi delle absidi. La fortificazione di cinta registrò ripristini e addizioni tra il 1617 e il 1624 ad opera di Giovanni Branca, che arricchì di un frontale Porta Marina, costruita al tempo di Clemente VII (1523-1534).
La fortificazione della chiesa e la cinta muraria della città non furono mai utilizzate per una difesa da attacchi militari esterni, ma risultarono talora utili per garantire l’ordine interno.

I CAVALIERI LAURETANI


Paolo III nel 1545 istituì un Ordine equestre con il titolo di Collegio dei Cavalieri Lauretani. Il pontefice fu mosso da un duplice intento: difendere la Santa Casa dai predoni e dalle scorrerie di navi corsare e turche e venire in aiuto al pubblico erario, imponendo a ogni aspirante cavaliere il versamento di 500 scudi e concedendo nel contempo ampi benefici, compreso il titolo di nobiltà gentilizia.
Gregorio XIII nel 1580 decise di estinguere l’Ordine, ma Sisto V nel 1586 lo ricostituì, fissando a duecento il numero dei cavalieri. Nel 1656 Alessandro VII vi aggiunse 70 posti. L’Ordine fu soppresso da Innocenzo XII nel 1693, il quale restituì ai vari cavalieri le rispettive somme e abolì abusi vari, come quello di comprare titoli nobiliari.

(Padre G. Santarelli)

 

 



lunedì 20-07-2009 , Ufficio Stampa